Il 2 settembre 2026 il MIMIT ha pubblicato il decreto del 13 luglio 2026 che modifica Smart&Start Italia, il finanziamento a tasso zero di Invitalia per le startup innovative. Le modifiche valgono dalla pubblicazione di una circolare attuativa che al 7 ottobre non risulta uscita; intanto lo sportello è aperto. Chi vuole finanziare un prodotto software deve scegliere tra presentare la domanda ora, con le regole che Invitalia descrive oggi, e aspettare la circolare. In entrambi i casi il piano parte dopo la domanda.
Cosa cambia e cosa resta uguale
Il decreto adegua la misura alla definizione di startup innovativa della legge 193/2024. Un comunicato è uscito nella Gazzetta Ufficiale n. 213 del 14 settembre 2026.
| Voce | Regola | Con il decreto |
|---|---|---|
| Imprese | Startup innovative | Micro, piccole e medie (Invitalia: solo piccole) |
| Assicurazione | In regola con l'obbligo contro le calamità naturali | Requisito di accesso aggiunto |
| Spese del piano | Da 100.000 euro a 1,5 milioni, IVA esclusa | Invariato |
| Finanziamento | Tasso zero, 80% (90% nei casi previsti), fino a 10 anni | Invariato |
| Tutoraggio | 10.000 euro, a imprese costituite da non più di 36 mesi | Il limite era 12 mesi |
| Conversione in contributo | Fino al 50% dell'apporto, minimo 80.000 euro | Entrano partner tecnologici e investitori non UE con Investor Visa |
| Valutazione | Per ordine di arrivo, entro 60 giorni | Semplificata fino a 250.000 euro, con la circolare |
Il 90% spetta se, alla data della domanda, il team è formato solo da donne e/o da persone fino a 35 anni (Invitalia scrive "sotto i 36": è la stessa soglia), oppure ha un esperto con dottorato da non più di sei anni e da almeno tre anni all'estero in ricerca o didattica.
Nelle otto regioni del Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) si restituisce solo il 70% del finanziamento per le spese del piano, capitale circolante escluso: il resto è contributo a fondo perduto. In un punto la pagina del MIMIT scrive "30% delle spese ammissibili", ma il testo coordinato e Invitalia calcolano il 30% sul finanziamento.
La conversione vale in tutte le regioni: con un apporto in denaro di investitori terzi o soci persone fisiche, dopo la concessione ed entro cinque anni, una parte del finanziamento diventa contributo, fino al 50% dell'apporto e al massimo al 50% delle agevolazioni. Per il decreto l'investitore non deve essere già socio alla data dell'atto o del versamento, né risultare accordi di quasi-equity firmati prima della domanda; la richiesta si presenta dopo l'erogazione a saldo ed entro 60 giorni dalla scadenza dei cinque anni.
L'obbligo assicurativo (legge 213/2023, articolo 1, comma 101) riguarda i beni indicati dall'articolo 2424 del codice civile, voce B-II, numeri 1, 2 e 3. La pagina del MIMIT lo elenca già tra i requisiti per l'accesso e per l'erogazione, richiamando il decreto del 18 giugno 2025: chiedi al commercialista se e come si applica alla tua startup.
Cosa copre per un prodotto software
Per il MIMIT sono spese ammissibili: progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni informatiche; consulenze tecnologiche; servizi di incubatori e acceleratori; marketing e web marketing; brevetti, marchi e licenze; personale e collaboratori con i requisiti previsti per le startup innovative, per il tempo dedicato al piano. Il capitale circolante, hosting e housing compresi, entra fino al 20% delle altre spese.
Il finanziamento arriva per stati di avanzamento (al massimo cinque, ciascuno di almeno il 10% delle spese ammesse); le fatture non pagate valgono fino al 30% delle spese ammesse e il pagamento si dimostra nello stato successivo.
La startup deve avere lo status di innovativa (articolo 25 del decreto-legge 179/2012). Tra i requisiti indicati dal MIMIT: micro, piccola o media impresa secondo la raccomandazione 2003/361/CE, costituzione da non più di cinque anni, nessuna attività prevalente di agenzia e di consulenza, almeno uno di tre requisiti di innovazione (ricerca e sviluppo, personale qualificato, brevetto o software registrato). Se l'impresa vive di lavoro per conto di clienti, chiedi al commercialista come sarà letta la sua attività prevalente.
Cosa significa per il tuo piano di spesa
Prendiamo un piano da 150.000 euro di spese ammissibili, IVA esclusa, per sviluppare un'app e un backend, con test e marketing di lancio. Ipotizziamo una sede fuori dalle otto regioni del Sud, un team che non rientra nei casi al 90% e nessun capitale circolante. Il finanziamento sarebbe dell'80%, cioè 120.000 euro a tasso zero, e 30.000 euro resterebbero all'impresa [stima illustrativa, da confermare sul tuo progetto]. Restituito in 10 anni, la durata massima, a rate semestrali costanti, sarebbero 20 rate da 6.000 euro, che partono dal dodicesimo mese dopo l'ultima erogazione e non dipendono dai ricavi [stima illustrativa, da confermare sul tuo progetto].
Se dopo la concessione entrasse un investitore terzo con 100.000 euro in denaro (il minimo è 80.000), si potrebbero convertire al massimo 50.000 euro, il 50% dell'apporto; il tetto del 50% delle agevolazioni, 60.000 euro sul solo finanziamento, non scatterebbe [stima illustrativa, da confermare sul tuo progetto].
Cosa non è chiaro
- Non è chiaro da quando valgono le modifiche: l'articolo 2 del decreto le lega alla circolare, che al 7 ottobre non risulta uscita; la pagina del MIMIT riporta già il testo nuovo, quelle di Invitalia le regole precedenti. Chiedi a Invitalia quali regole applicherà alla tua domanda.
- La circolare dovrà definire chi è un partner tecnologico qualificato, che dà punti in più se versa in denaro almeno il 30% del finanziamento richiesto, e come funzioneranno la valutazione semplificata e l'eventuale rendicontazione semplificata.
- La pagina del MIMIT cita solo 10 milioni di euro del PNRR riservati alle startup femminili e non dice quanto resti per le altre; se i fondi finiscono, lo sportello chiude in anticipo (articolo 7 del decreto del 2014).
Da dove partiamo noi
In un piano Smart&Start che finanzia un prodotto software, il lavoro che ci riguarda è la voce di sviluppo. Se ci affidi quel lavoro, scriviamo prima l'analisi, poi un preventivo e una roadmap che concordiamo con te prima di cominciare; si procede per fasi con rilasci frequenti, ognuno una funzione verificabile. Per un piano così proponiamo voci separate per fase, con costo e consegna, e prima della prima fattura ci facciamo dare il numero della domanda e, dopo l'ammissione, il CUP, che Invitalia vuole sui documenti di spesa.
Per stimare lo sforzo abbiamo Metis, un motore di stima del software: da un requisito e da pochi dati strutturali restituisce una stima mediana, un intervallo di confidenza al 90% calibrato e i progetti storici più simili. È in pilota privato. Secondo noi un piano di spesa regge meglio se ogni cifra ha un intervallo. Non scriviamo la domanda a Invitalia e non valutiamo l'ammissibilità: sono compiti del commercialista o di un consulente di finanza agevolata. Se vuoi che guardiamo le voci di sviluppo del tuo piano, parti da software su misura o da sviluppo di app mobile, oppure scrivici.
Fonti
- MIMIT: Decreto ministeriale 13 luglio 2026 - Smart&Start Italia. Sostegno alle startup innovative (2 settembre 2026)
- MIMIT: Decreto 13 luglio 2026, testo del decreto (PDF) (13 luglio 2026)
- Gazzetta Ufficiale: Comunicato relativo al decreto ministeriale 13 luglio 2026 (26A04801) (14 settembre 2026)
- MIMIT: Testo coordinato del Decreto ministeriale 24 settembre 2014 (PDF)
- MIMIT: Sostegno alle startup innovative (Smart & Start Italia)
- MIMIT: Startup innovative
- Invitalia: Smart&Start Italia
- Invitalia: Smart&Start Italia - Agevolazioni
- Invitalia: Smart&Start Italia - FAQ



